Sul batterio killer si brancola ancora nel buio, abbandonati i cetrioli spagnoli, ci si concentra sui germogli (prima quelli di soia, ora quelli di aglio, broccoli e fieno greco), ma gli operatori del biologico lanciano un allarme: «Si registrano tentativi di discredito e sabotaggio del settore bio, attraverso la diffusione sui media di informazioni false e errate». In particolare, viene contestata l’associazione tra batterio killer e agricoltura biologica.
In Italia, l’attacco forse più violento al metodo biologico è arrivato da un articolo pubblicato sul quotidiano Libero domenica 5 giugno, dal titolo “Il cibo bio fa ammalare 200mila tedeschi all’anno”.
Attorno alla salute, così come avviene per l’alimentazione e l’agricoltura, ruotano molti interessi e molto denaro, ma sarebbe opportuno, una volta tanto, non mettere il profitto al primo posto ed evitare speculazioni. Serve maggiore serietà, in particolare tra chi si occupa di informare, o purtroppo verrebbe da dire DISINFORMARE. A questo infatti, nel caso del batterio killer troppo spesso abbiamo assistito, come d’altra parte in altri casi simili, a disinformazione o, nel migliore dei casi, ad informazione approssimativa, se non addirittura errata. Prima di inseguire lo scoop ci si dovrebbe forse porre qualche domanda in più.