L’università di Oslo, in Norvegia, ha condotto studi sul DNA del merluzzo dell’Atlantico scoprendo qualcosa di incredibile relativamente al suo sistema immunitario.

Infatti, pur essendo privo di qualsiasi difesa contro virus e batteri, il sistema immunitario di questo animale è ugualmente efficace nel proteggere il suo organismo.
Il merluzzo si difende bene dalle malattie e dagli attacchi batterici, producendo un gran numero di geni Mhc della prima variante. Significa che il suo sistema immunitario ha saputo adattarsi e cambiare in base alle esigenze, sostituendo ciò che mancava da se stesso. Questo apre nuove prospettive per la medicina.

Sul batterio killer si brancola ancora nel buio, abbandonati i cetrioli spagnoli, ci si concentra sui germogli (prima quelli di soia, ora quelli di aglio, broccoli e fieno greco), ma gli operatori del biologico lanciano un allarme: «Si registrano tentativi di discredito e sabotaggio del settore bio, attraverso la diffusione sui media di informazioni false e errate». In particolare, viene contestata l’associazione tra batterio killer e agricoltura biologica.

In Italia, l’attacco forse più violento al metodo biologico è arrivato da un articolo pubblicato sul quotidiano Libero domenica 5 giugno, dal titolo “Il cibo bio fa ammalare 200mila tedeschi all’anno”.
Attorno alla salute, così come avviene per l’alimentazione e l’agricoltura, ruotano molti interessi e molto denaro, ma sarebbe opportuno, una volta tanto, non mettere il profitto al primo posto ed evitare speculazioni. Serve maggiore serietà, in particolare tra chi si occupa di informare, o purtroppo verrebbe da dire DISINFORMARE. A questo infatti, nel caso del batterio killer troppo spesso abbiamo assistito, come d’altra parte in altri casi simili, a disinformazione o, nel migliore dei casi, ad informazione approssimativa, se non addirittura errata. Prima di inseguire lo scoop ci si dovrebbe forse porre qualche domanda in più.

Le autorità sanitarie del Nord Reno-Westfalia (Nrw), una regione a Ovest della Germania, hanno scoperto tracce del batterio killer Escherichia Coli tipo 0104:H4 su campioni di germogli di legumi. Si tratta della prima conferma ufficiale della presenza di questo batterio su questi prodotti.

Lo ha annunciato il ministero del Land per la Protezione dei consumatori.

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